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	<title>Biotek Engineering Srl. Costruzione serre a tecnologia aeroponica ed idroponica &#187; bombi</title>
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	<description>Sistemi avanzati chiavi in mano dedicati all&#039;agricoltura. Costruzione serre aeroponiche e idroponiche. Aeroponica System Innovation</description>
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		<title>La relazione elettromagnetica tra fiori ed insetti</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Feb 2013 07:40:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Biotek Engineering</dc:creator>
				<category><![CDATA[Meccanica Quantistica]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.biotekengineering.com/company/wp-content/uploads/2013/02/api.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1954 aligncenter" title="api" src="http://www.biotekengineering.com/company/wp-content/uploads/2013/02/api-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">In qualche modo, un <strong>prato</strong> fiorito è simile ad una distesa di cartelli pubblicitari, dove i <strong>fiori</strong> sfruttano forme, profumi e colori sgargianti come insegne, invitando gli <strong>insetti impollinatori</strong> a posarsi e <em>bere qualcosa</em>. Nel mondo della <em><strong>pubblicità vegetale</strong> </em>però, a differenza di quella umana, l&#8217;onestà è una caratteristica fondamentale. Api, bombi e calabroni infatti hanno buona memoria, e perdono velocemente interesse in una pianta che li attrae ma che poi non dà loro il tanto desiderato <strong>nettare</strong>. Uno <a href="http://www.sciencemag.org/content/early/2013/02/20/science.1230883" rel="nofollow" target="_blank">studio</a> della <a href="http://www.bristol.ac.uk/biology/" rel="nofollow" target="_blank">School of Biological Sciences dell&#8217;Università di Bristol</a>, pubblicato su<a href="http://www.sciencemag.org/content/early/recent" rel="nofollow" target="_blank"> Science Express</a>, suggerisce oggi che i <strong>fiori</strong> sono in grado di segnalare la disponibilità di <strong>nettare</strong> al loro interno modulando il loro <strong>campo elettrico</strong>. In questo modo, gli insetti potrebbero individuare i fiori su cui vale la pena posarsi, mentre i <strong>fiori</strong> aumenterebbero la probabilità che questi li riconoscano come una fonte affidabile, tornando quindi a posarsi su di loro.</p>
<p>I <strong>fiori</strong>, e in generale tutte le piante, hanno una debole <strong>carica elettrica</strong> negativa, al contrario degli insetti impollinatori, che durante il volo acquisiscono invece una carica positiva che può raggiungere circa i 200 volt. Per studiare le interazioni tra questi <strong>campi elettrici</strong>, i ricercatori hanno posto dei fiori di petunia (<em>Petunia violacea</em>), all&#8217;interno di una stanza in cui volavano liberi dei bombi (<em>Bombus Terrestris</em>) in cerca di cibo. Applicando degli <strong>elettrodi</strong> sui gambi dei fiori, hanno così scoperto che quando un insetto si posa su di essi, consumando quindi il <strong>nettare</strong> presente, il loro campo elettrico viene modificato dalla <strong>carica positiva</strong>, rimanendo in uno stato di alterazione per diversi minuti.</p>
<p>Per capire quindi se i bombi siano in grado di riconoscere queste differenze nei campi elettrici dei fiori, il team di ricercatori di Bristol ha utilizzato degli &#8220;<strong>e-flower</strong>&#8220;, cioè dei fiori artificiali con un <strong>campo elettrico</strong> modulabile. Alcuni degli e-flower contenevano una soluzione zuccherina (simile a nettare) e avevano una debole carica positiva, mentre altri avevano carica nulla e contenevano una soluzione amara. In presenza di questa differenza di carica elettrica, gli insetti hanno dimostrato di visitare più spesso i fiori artificiali che contenevano la soluzione zuccherina. Una volta eliminata però la differenza nei campi elettrici, il numero di visite tra fiori con e senza ricompensa diventava uguale, dimostrando quindi che questa informazione è fondamentale perché i <strong>bombi</strong> riescano a individuare i <strong>fiori</strong> in cui è presente del <strong>nettare</strong>.</p>
<p>Da un&#8217;altra serie di esperimenti è emerso inoltre che la presenza dei <strong>campi elettrici </strong>aumenta la capacità dei <strong>bombi</strong> di discriminare tra le caratteristiche salienti dei <strong>fiori</strong>, come forma, colore e profumo. Imparare a distinguere fiori con e senza nettare in base al loro colore, ad esempio, ha richiesto agli insetti circa 35 visite in assenza di campo elettrico, ma solo 24 quando questo era presente. L&#8217;ipotesi dei ricercatori è quindi che la <strong>carica elettrica</strong> dei fiori rappresenti un&#8217;informazione che potenzia la capacità degli <strong>insetti impollinatori</strong> di imparare a riconoscerli, e ad associare la ricompensa (il nettare) alle loro caratteristiche fisico-chimiche.</p>
<p>Non è ancora chiaro però in che modo gli insetti riescano a percepire le differenze nel campo elettrico delle <strong>piante</strong>. Una possibilità proposta dal team di Bristol è che i peli dei bombi si rizzino per via della forza elettrostatica, un po&#8217; come i capelli di fronte agli schermi delle vecchie televisioni a tubo catodico, permettendo così agli insetti di riconoscere i <strong>fiori</strong> <em>carichi</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Riferimenti: Science <a href="http://www.sciencemag.org/content/early/2013/02/20/science.1230883" rel="nofollow" target="_blank">Doi: </a><a href="http://www.sciencemag.org/content/early/2013/02/20/science.1230883" rel="nofollow" target="_blank">10.1126/science.1230883</a> - Galileonet.it</p>
<p style="text-align: justify;">
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