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	<title>Biotek Engineering Srl. Costruzione serre a tecnologia aeroponica ed idroponica &#187; 3.0</title>
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	<description>Sistemi avanzati chiavi in mano dedicati all&#039;agricoltura. Costruzione serre aeroponiche e idroponiche. Aeroponica System Innovation</description>
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		<title>La potenza della geolocalizzazione indoor per il marketing 3.0</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Mar 2013 15:43:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Biotek Engineering</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Entrare in un negozio di abbigliamento in un centro commerciale e sentirsi chiamare per nome dal commesso, che per di più sembra sapere tante cose su di noi. «Bentornato: abbiamo nuovi arrivi che le piaceranno senz&#8217;altro. E c&#8217;è ancora qualche jeans della sua taglia scontato al 50%». Esperienza originale, dal momento che quel commesso non ci ha mai visti prima. Ma si spiega così: sullo smartphone abbiamo installato un&#8217;applicazione del negozio, che ci riconosce grazie a un sensore di localizzazione posto all&#8217;ingresso. Il commesso, a sua volta, vede il nostro nome e altre caratteristiche personali su un&#8217;app dello smartphone. Avviene già nei punti vendita di Neiman Marcus, negli Usa, ma gli esempi si stanno moltiplicando. Negozi, ma anche pubbliche amministrazioni e musei, stanno sfruttando la localizzazione indoor degli utenti per offrire loro un servizio migliore. Più personalizzato e più coinvolgente.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono due gli elementi di base. Una tecnologia per tracciare l&#8217;utente nei luoghi chiusi (dove il gps funziona male) e un app specifica, per smartphone (iPhone e Android). La tecnologia può essere proprietaria, basata su infrarossi o ultrasuoni. Oppure utilizzare standard su onde radio come il wifi o il Zigbee. Fatto sta che decade il vecchio modello di shopping, anonimo, passivo e impersonale. Questi servizi possono arricchire anche la visita di un museo, il passaggio in un aeroporto. Insomma, personalizzare l&#8217;esperienza in quelli che Marc Augé chiamava &#8220;non luoghi&#8221;: perché adesso il luogo ci riconosce, sa i nostri gusti e passati acquisti, grazie all&#8217;app associata. Con quella di RedLaser (azienda di eBay), gli utenti possono individuare i prodotti adatti ai propri interessi, non appena entrano in negozio (per esempio in 1.100 punti vendita di Best Buy). L&#8217;app di Shopkick dà punti ogni volta che si entra in un negozio affiliato all&#8217;iniziativa (7mila negli Usa), utilizzabili per buoni, omaggi e sconti.</p>
<p style="text-align: justify;">Un luogo può usare l&#8217;indoor positioning anche per guidarci attraverso i piani e le stanze interne (un po&#8217; come fa un gps per le strade). Avviene all&#8217;American Museum of Natural History (New York) e al Royal British Columbia Museum, che visualizzano sull&#8217;app anche informazioni aggiuntive in forma testuale, video o realtà aumentata. Più di recente, il Miami Children&#8217;s Hospital ha lanciato un&#8217;app che guida gli utenti passo passo al proprio interno. Sempre più spesso lo faranno i grandi magazzini, perché così possono anche indirizzare l&#8217;utente verso specifici reparti e promozioni (magari personalizzate). Uno dei primi ad averlo fatto è il Macy&#8217;s di New York, da novembre. Al fenomeno sembrano interessati anche Google, Microsoft (Bing) e Nokia: alle proprie mappe stanno aggiungendo quelle interne di migliaia di grandi edifici, in decine di Paesi.</p>
<p style="text-align: justify;">In Italia non ci sono esempi simili, ma comunque anche da noi il commercio sta cominciando a sperimentare servizi che personalizzano il rapporto con il cliente tramite smartphone e social network. È quanto riferiscono a Nòva24 da Netcomm (Consorzio del commercio elettronico) e a School of Management-Politecnico di Milano. «Coin, Salmoiraghi e Viganò inviano coupon a chi fa check-in con Foursquare. Patrizia Pepe regala punti da aggiungere al saldo della carta fedeltà a chi condivide contenuti della marca sui social network o fa check-in in un punto vendita», dice Marta Valsecchi, che si occupa di questi temi per il Politecnico. «Vediamo anche da noi un&#8217;evoluzione multicanale – aggiunge Roberto Liscia, presidente di Netcomm –. In metropolitana, Klikkapromo mette QR Code che rivelano, agli smartphone, i migliori prezzi del momento nei negozi vicini, per specifici prodotti. I futuri portafogli virtuali faranno pagare non solo via Nfc ma anche via QR Code». Un&#8217;applicazione di Banca Sella permette di comprare prodotti attraverso la vetrina, quando il negozio è chiuso, fotografando un QR Code. «Le principali carte di credito, CartaSì e Nektar, per esempio – continua Liscia – stanno aggiungendo funzioni da carta di fedeltà e viceversa».</p>
<p style="text-align: justify;">Il pagamento e lo shopping sono destinate a essere esperienze sempre più personali, attraverso un mix di tecnologie, che comunque richiederanno il coinvolgimento attivo dell&#8217;utente.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Fonte: il sole 24 ore</em></p>
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